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Loop musicale: Symphony.

Vago per le stanze nuda. Spoglia, vuota.
Segni indelebili, marchiata a fuoco nell’anima.
Vago per le stanze, fra mobili distrutti con ferocia. La mia.
Marchi di dolore inferto su amenicoli vari.

Piroetto su quelle note, fra cocci e frammenti di me stessa.
Con occhi chiusi come bendati a ricordare di noi.
Due corpi uniti. In un cuore. In un’anima.
Adesso sparsi, come quei cocci infranti, più simili a me.
Pesci, Zodiaco. Due pesci e la nostra casa, il nostro acquario.

Danzo sui resti di un letto di fuoco, su ricordi di corpi sospesi in fiamme.
Passione che arse. Letto che bruciò.
Porte divelte, finestre rotte.
Vetri rotti, ossa infrante, sogni distrutti.

Bum. Almeno fossi morta.
Il secondo piano è basso. E non ho il coraggio di morire.
Il mio Blue Whale sei tu. Mio specchio, riflesso distorto.
Peso morto, come la mia presenza in queste mura.
Acquario mutato in boccia.
Trasparente cristallo dell’anima.
Roccia dura nel cuore.

Bum. Le sirene. Le luci blu rosse. I medici.
Il sangue. Il dolore. Il tuo cuore non ha retto.
Il mio si. Purtroppo.
Mi sorridi da quella foto. È ancora intatta. Continuo a sentirti di andare avanti. Di andare oltre. Da sola.

Chiudo la porta dell’acquario. Accendo la benzina che ho versato.
E mentre i nostri ricordi vanno in fumo, sento le tua braccia alle spalle.
Fanculo tu e i tuoi ringraziamenti.
Se avessi coraggio salterei nel fuoco per riaverti.
Continuerò a trascinarmi verso il futuro.
Nuovo. Crudo. Senza te.

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