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Ancora un piccolo sforzo!

Ancora un piccolo sforzo

La pioggia è finita.
Fra una foglia e un’altra, eccola.
La fonte del mio peregrinare.
“Trova la tua immagine riflessa.” Dissero.
“Trova te stessa.” Aggiunsero.
Un tronco. Un pantano. Neanche gli uccelli predatori fermarono la brama di raggiungerla.
Un ramoscello. Infine un esile giunco.
In quella forma perfetta anche le nuvole vorticavano al suo interno.
Mantra di magia.
Essenza di felicità.
Connubio di ricerca e di aver trovato.
Metri, centimetri, millimetri.
La mia figura riflessa sulla superficie liscia, splendente. Splendenti.
Tutto me stesso per lei. Verso di lei.
Come solo Michelangelo seppe rappresentare Il giudizio universale.
Il mio corpo viscido allungato fino allo spasmo.
L’aldrovanda vesiculosa seguiva questo momento con trepidazione.
Rimase a osservare la chiocciola croata tendersi oltre ogni possibilità per sfiorare la bolla.
Rimase commossa dal gesto. E decise di graziarla.

“È un rischio rimanere in quel posto.”
“È anche un rischio rimanere immobile.” Rispose la chiocciola.
“Le acque sono un luogo infimo, perché rimanere abbagliata dalla bellezza effimera.”
“Ho fatto un lungo viaggio per fermarmi a un passo.”
“Un lungo viaggio è anche un grande bagaglio di esperienza.” Aggiunse la pianta carnivora.
“Vuoi tenere tutto per te il suo potere!” Rispose contrariata la chiocciola.
“Il potere di una bolla? Sto già assistendo a uno spettacolo oltre ogni immaginazione.”
“Menti! Quale spettacolo migliore di questo richiamo?”
“Osservare questa bellezza, e stupidità annessa, di un gesto così perfetto ed elegante come il vostro avvicinarvi. Degno di un sogno. Leggiadria fatta poesia. Dolce eutanasia …”
Plop.
Chi troppo vuole …

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