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Glitch

Glitch

Love. Boccetta, tappo e fiocco.
Le chiamano gocce d’amore.
Era questo che volevo?

Simone, unico amore della mia insulsa vita. Da sempre a seguirlo, ombra della sua ombra. E come tale mi sento. Eros non fece innamorare psiche di un mostro, come non lo farà innamorare di me. Del suo mostro. Monete nel pozzo, stelle cadenti, soffiare candele, nulla avvererà il desio. Una pozione fatale. Sgorgata da un cuore illuso. O io o nessuno. Lo faccio per noi. Solo per noi, amore mio. Non voglio ferirti, ma ricordarti nella tua fulgida bellezza. Mi sento come Poison Ivy per questo ultimo pegno d’amore. Sarà il nostro lungo addio, per ricongiungerci fra le stelle o oltre. E danzare su corpi celesti, e renderci liberi da catene invisibili che non permettono di legarci. E rimanere insieme, uniti. In un luogo tutto nostro e solo per noi.
Ci pensi Amore mio?
Siamo come glitch, due imprecisioni in un sistema perfetto. Due errori che permettono vantaggi non acquisibili facilmente. Ti amo. Da sempre.
E così sarà all’infinito.

“Cos’hai fatto?”
“Perché l’hai fatto?”
“Ne è valsa la pena?”

L’ho bevuta io. Alla fine ho scambiato i nostri bicchieri. Era giusto così.
Quale momento migliore se non la notte di San Silvestro. Buio. Silenzio. E il ricordo di te nel mio limbo.
In ospedale hanno guarito il mio malessere fisico.
Oggi verrai a farmi visita.

– Ciao.
– Ciao. Un sorriso.
– Ti ricordi di me?
– Potrei mai scordarti?
– Da adesso no di certo. Il bacio coronò ogni desio.

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