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I’M perfect (Imperfect)

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I'M perfect (Imperfect)

Lei è troppo.
Troppo per te, per me, per se stessa.
E non basta mai.
Occhi teneri su sguardo triste, dalla risata fresca e contagiosa.
Sì, Lei è.
Sconforto e sostegno, come in quella panchina, seduta a trequarti invogliando a sedersi al suo fianco a cincischiare o pronta a parlare, di capire, di conoscersi.

Come un’aurora che attende un sogno, o come un inverno pronta a scaldare.
Sicura di sé, come la bretella sfuggente prima dello scatto, senza paura di mostrarsi agli altri.
Chiusa nel suo mondo circolare, come i grandi orecchini. Vive e si lascia vivere. Ricorda e lascia il suo ricordo. Sorride e schiude un mondo.
Ma anche per lei arriva il freddo, con i suoi pensieri cupi, come un’immagine in bianco e nero ha il suo contraltare oscuro. La voglia di darsi in un mondo troppo veloce, ingannevole, sfuggevole dalle dita che riesce a trattenere per fugaci istanti.
La vita va vissuta fino in fondo nella sua brevità, ma tutto ha un prezzo.
Il perfetto racchiuso dall’imperfezione o il contrario?

E quando non si basta, si chiude a riccio, trascinandosi con le unghie, con cicatrici di ricordi troppo profondi, ancora sanguinanti.
Un angelo o forse un Team potrebbero risollevarla?
Lei non ci pensa spesso, non ha il tempo per buttarsi giù, o di farlo vedere.
Lei deve mostrarsi tosta, come in quello scatto per uno sconosciuto: lei sarà mai alla tua altezza?
Costanza, ironia e sagacia potrebbero far breccia o magari no.
Sorridi, l’inverno è ancora distante.

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