Menu Chiudi

La moneta

La moneta

Lanciò la moneta, infilandola fra indice e pollice, per aria diverse volte.
Due facce di una medaglia. Come rispetto e disprezzo. Come una nemesi.
Rispetto, che parola profonda. Più dell’onore, dell’amore o dell’amicizia.
L’onore per poche monete muta in pugnalata.
L’amore, un sentimento troppo volubile.
L’amicizia … inutile disquisirne.
Ma il rispetto è un principio, uno scambio d’ideali.
“Abbiate rispetto giovinastra. Sempre”
“Perché andate via?”
“Io sono un fondamento come questo tronco. Sbandierato nel vostro stendardo, ma il rispetto?”
Ella scrollò le spalle.
Un sorrisetto sghembo dalle labbra secche, poi tirò la moneta verso la ragazza scalza.
“Pochi ne hanno una, fatene ciò che volete!” raschiò la gola, sputò in terra per poi lasciarla là, sola. Lui era così.
La giovine lo guardò allontanarsi. “Non mi scorderò di voi.” Stringendo ancor di più la moneta. “Lo giuro.”
Alcune foglie caddero in terra, forse anche lui lo salutò, a suo modo.
Una notte buia, adesso ancor più oscura. Un nuovo brutto ceffo per le vie, libero da antichi legami, come se si fosse scrollato radici che lo incatenavano in un luogo che non era il suo.
Lo sapeva lui, lo sapevano tutti. Nessuno credeva però potesse accadere.
L’atavico essere osservò silente la scena, provò pena per la donna e disprezzo per il vecchio.

L’I.

“Una leggenda? Un vecchio racconto? Una follia? Tutto riporta sempre due lettere in questo polveroso tomo, una L e una I. inframmezzate da un accento.”
Chiusi il libro con un tonfo per riportarli alla realtà.
Professore L’I…

Torna ai
250 parole
Torna a Hom, Marlena