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Leggimi una fiaba, per favore.

Leggimi una fiaba, per favore

“C’era una volta…” iniziano così le fiabe più belle.
E con la voce della mamma, tutte prendono vita.
Adesso le leggo anche per il mio amico.
Ho fatto anche un suo disegno.
Tutto iniziò come nelle fiabe. Mi ero quasi addormentato, sentii il cane abbaiare sotto la finestra. Due occhi gialli a fissarmi, il tempo di aprire la bocca e non c’erano più. Il cane abbaiava ancora e aprii la finestra per zittirlo, poco sotto qualcuno o qualcosa appeso. Balzò all’interno della stanza, si rannicchiò in un angolo, ―Paura… paura… ― piagnucolava, mani a coprire la testa, ginocchia sotto il mento e occhi gialli pieni di timore.
Avrei voluto chiamare la mamma, ma bloccava la porta, allora presi il mio orsacchiotto del coraggio e glielo diedi.
―Lui è coraggioso, ti difenderà!
Mi fissava intimorito, dopo qualche esitazione lo prese in braccio e iniziò a coccolarlo.

―Chi sei?
―Gram.
―Gram?
―Gram ascolta storie belle. Sì belle.
―Ci ascolti di nascosto? ―Chiesi preoccupato.
―Ascolto fuori, baubau visto e io paura. Sì, io ha paura. ―E si tappò le orecchie.
―Ma è buono!
―Tu mangi baubau?
―No, non mangio baubau, lui bravo. ―Gli sorrisi.
―No bravo, lui morde, no bravo. Leggi tu storia bella? Tu sì leggi storia Grum?
Non sapevo leggere ma le ricordavo tutte. Si accovacciò sul letto, con l’orsacchiotto in braccio come una bambola.
Ascoltò in silenzio, sorrise spesso e annuì durante la fiaba. All’alba scappò via.
Da mesi gli racconto le favole.
―Dice che quando sarò più grande, sarò buono.

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