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Silence, please

Silence

L’indice si poggia alle labbra. – Smettila. – è il suo sussurro. E scivola con la mano sul petto, a sentirne il battito. La testa chinata senza guardare altrove. – Sento freddddo.
E tutte quelle d mai fuori posto, tentando di rimettere in ordine i pensieri. Infranti dal suo sorriso e dal suo silenzio.

E ancora in silenzio. Imperturbabile. Senza lasciar trasparire nulla. Solo il battito del suo cuore.
Impazzito, scandendo un ritmo techno. E si stringe, accoccolandosi, quasi avviluppata.
– E stringimi, sento freddo.
Due nuovi supereroi, Glacial-girl e l’Uomocalorifero.
Attaccati, uniti per il bene comune. Un bene tutto loro. E non si può capire.
E forse meglio così.
Diventa piccola fra quelle braccia, forse lo è davvero. Ma le piace sentirsi protetta, costretta in quel contatto.
E voler sentire le sue parole, almeno una volta, un pensiero esposto. Un flebile pensiero. Ma il silenzio non ha bisogno di spiegazioni. È così chiaro da poterlo sentire avvicinandosi. È così difficile interpretare un silenzio? In aiuto accorrono odori, movimenti, gestualità. O il caffè e sigaretta – falla anche per me. – Mai parlarci appena svegli se non consumano il loro rituale.

Sveglia. Silenzio. Caffè. Sigaretta.
– Adesso che farai? –
– io… non so.
– Andiamo?
– Sì, andiamo. – inchiodandolo al muro. Come staccarsi da quel tepore? Perché farlo?
– Mi lascia andare? – un colpetto ai fianchi torniti, stringendola ancora.
Lei sorride, – Smettila di ripeterlo. – la Cabello canta Never be the same. E potrà più essere come prima?
Non è un loro problema, questi supereroi continueranno questa lunga lotta. Statene pur certi.

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