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Gli specchi

Il testo originale lo trovate qui.

Specchi

― Ciao, mi chiamo Joe. Già, ho un nome banale ma anche un potere speciale. Che è quella faccia?
Ve lo spiego con un esempio facile. Vi siete mai messi in mezzo a due specchi? Il vostro riflesso si propagava quasi all’infinito, giusto? Pensate che ogni riflesso siate voi in tanti universi paralleli. E io, beh, io ne sono il custode e… ma non ditelo in giro posso anche modificarli. Non mi credete? Vogliamo provare insieme a modificare qualcosa?
Si guarda intorno, braccia conserte, il piede destro batte diverse volte.
― ecco, proviamo con questo sciocco scritto:

L’oscurità amplifica i miei sensi.
Temo persino di respirare.
Ho il battito accelerato.
Gelido sudore nella schiena.
Mi troverà. Sono la sua preda.
Mi stringo ancor di più dentro l’armadio.
Sento i suoi passi nella stanza.
Slam. Di scatto si apre l’anta.
Ti ho trovato, finalmente!
Uffi, non ho più voglia di giocare a nascondino.

La creazione di un mondo oscuro che poi si dimostra il gioco di due bambini. Facciamo crescere i due bambini di… facciamo vent’anni.

L’oscurità amplifica i miei sensi.
Temo persino di respirare.
Ho il battito accelerato.
Gelido sudore nella schiena.
Mi troverà. Sono la sua preda.
Mi stringo ancor di più dentro l’armadio.
Sento i suoi passi nella stanza.
Slam. Di scatto si apre l’anta.
Sollevo le mani a proteggermi il volto.
Il coltello si conficca diverse volte nel mio corpo.

Oppure:
La mazza da baseball impatta sulla mia faccia.
O:
L’oscurità amplifica i miei sensi.
Temo persino di respirare.
Ho il battito accelerato.
Gelido sudore nella schiena.
Mi troverà. Sono la sua preda.
Mi stringo ancor di più dentro l’armadio.
Sento i suoi passi nella stanza.
I colpi dell’arma da fuoco crivellano il mio corpo.

O:
Dallo spiraglio vedo la granata rotolare fino all’armadio.
O:
La parete cade giù e l’armadio viene schiacciato dalla ruspa.

La ragazza esce dall’armadio, il dito puntato verso Joe.
― Coso, mi hai un poco rotto le scatole eh. Ma trovarsi una ragazza no eh?
Joe rimane stupito dalle sue parole ― ma… ma… non era mai successo che mi rivoltassero contro, non fateci caso.
Anche l’uomo entra nella stanza, tiene uno strano congegno fra le mani.
― Effettivamente ora hai anche un po’ esagerato, va bene gestire la cosa ma poi… eh!
La ragazza annuisce a queste parole. ― Anzi ora andate a giocare altrove, voglio mostrare a lui cosa si sia perso negli altri universi ― Afferrando l’uomo con il congegno per la patta dei pantaloni. 
― Si mocciosi, qui le cose si fanno troppo serie per voi. ― Chiudendo fuori Joe da quell’universo.

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