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Il sapere

Il sapere
Eh già, una pila di pietre.

Terzo appuntamento con le perle del Maestro, stavolta il Sapere.

«Maestro.»
«Uh. Mapporc…»
«Ora so.»
«Ti posso spiegare tutto! Nulla di serio con tua sorel…»
«Comprendo il lavoro che adempite su di m… … mia sorella?»
«Ah, di sapienza parliamo?»
«Sì maestro.»
«È sapiente chi sa di non sapere, e non far sapere al contadino di formaggio e pere.»
«Non ricordavo fosse così.»
«Sospettavo. Sono celebri parole del famoso filosofo Euclitoride.»
«Parole molto profonde.»
«Anche a tua sorella piace in profondità.»
«Mi sfugge il nesso.»
«Nel senso che le interessa abbeverarsi alla fonte.»
«Della conoscenza, che sciocco sono, elevarsi insomma.»
«È più brava piegata a cogliere il nettare. Sgobbiamo duramente, fino allo stremo.»
«E io?»
«Che schif… ehm schiavista sarei a impegnarvi contemporaneamente!»
«Giusto. Maestro cos’è il sapere?»
«Non basterebbe dire conoscenza, non sarebbe corretto. Però posso dirti una cosa con certezza: spesso chi sa, ostenta. Così facendo, pecca di presunzione verso la conoscenza stessa. Si conosce di più sapendo di non sapere che il contrario.»
«E allora come si diventa sapienti?»
«In alcuni casi è come una bilancia che richiede il giusto contrappeso.»
«Quindi bisogna lasciare qualcosa per diventarlo?»
«Chissà, ma non è il tuo caso.»
«Perché?»
«Sfortunatamente la tua bilancia è in perenne equilibrio.»
«Allora è un bene! Sono in equilibrio con tutto!»
«No. Fai egualmente schifo in ogni cosa!»

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